Perchè i bambini dicono di odiare una materia scolastica? Riflettiamo insieme

16.01.2015 23:36

Spesso i nostri bambini ci dicono "mi piace Italiano, Matematica no", o al contrario "mi piace Matematica, Italiano no", oppure arrivano a pronunciare la parola odio "odio la Matematica!", "odio l'Italiano!". Cosa c'è dietro a queste parole?

I motivi per cui un bambino apprezza una materia e non un'altra, secondo un parere personale legato alla propria esperienza, può avere moltiplici cause.

Il mi piace corrisponde spesso alla facilità con cui la materia viene svolta, mentre il non mi piace può evidenziare la difficoltà nello svolgerla.

Analizziamo insieme gli aspetti rilevanti in questo processo:

1)L'INSEGNATE DELLA MATERIA: La capacità dell'insegnante di far comprendere i passaggi e i temi affrontati è senza dubbio fondamentale, ogni step deve essere consolidato per poter accedere a quello successivo. Inoltre è importante il coinvolgimento e la motivazione dell'insegnante quando spiega la propria materia, questo influenza la motivazione del bambino, ed è importante non dimenticare che per memorizzare il bambino deve essere coinvolto emotivamente, altrimenti l'apprendimento sarà legato al momento, quindi a breve termine e dimenticato in poco tempo.

L'insegnante fa la materia, un buon insegnante è gia un motivo per cui una materia può piacere o meno.

2) I MATERIALI CON LA QUALE VIENE INSEGNATA: I materiali di insegnamento sono fondamentali, più la materia viene rimandata al pratico e al quotidiano più diventa accessibile al bambino. Le spiegazioni devono essere alla sua portata, fatte per la sua mente e il suo modo di essere. Anche in questo punto è quindi sempre fondamentale il ruolo di chi insegna.

3) LA PRESENZA DELL'ADULTO: L'adulto e la sua vicinanza nell'apprendimento è importante. Un esempio si può trovare nella materia di Italiano, la lettura. Quest'ultima è fondamentale in un bambino, lo forma nella conoscenza e nella mente e quindi deve essere sempre presentata come gioco, divertimento, passatempo.. L'adulto è colui che accompagna il bambino in questo processo, lo fa dalla nascita, dal momento in cui inizia a raccontargli le storie, gli fa vedere le immagini (lettura per immagini), gli fa leggere le prime parole di un libro...

Come nell'esempio della lettura e in tanti altri casi, l'adulto deve accompagnare e facilitare il bambino fin dalla nascita portando avanti per lui quello che ancora non conosce e standogli vicino nel momento in cui inizierà a farlo da solo.

4) LO STUDIO COME ASPETTO FONDAMENTALE DELLA VITA: Lo studio è piacere, lo studio è conoscenza, lo studio è formazione, lo studio è una prospettiva per una vita migliore... Studiare una materia non deve essere mai legato a una punizione, deve nascere spontaneamente. E' giusto che il bambino sia guidato verso questo approccio, magari aiutato a trovare un metodo che renda il tutto piacevole. Per essere motivato ad apprendere cose nuove l'interesse deve nascere in lui, non certo obbligato da altri.

5)ASCOLTO E COMPRENSIONE DELLE DIFFICOLTA': Spesso come dicevamo "odiare" una materia significa avere difficoltà nel comprenderla, quindi dobbiamo chiedere e saper ascoltare i nostri bambini, senza rabbia o rancore, ma con il cuore aperto. Solo così arriveremo alle radici del problema e insieme poterlo risolvere. Magari dietro a tutto ci sono difficoltà di apprendimento e quindi il piacere della scuola deve continuare ì, magari con il supporto emotivo e didattico di un professionista.

 

Naturalmente non si vuole negare in alcun modo la libertà di preferire una cosa, rispetto ad un'altra. L'intento della riflessione era avvicinarsi al pensiero di quei bambini che nascondono dietro la parola "odio" delle difficoltà che meritano di essere ascoltate e superate insieme per una vita scolastica, ma anche della vita in generale, più serena.

Questi sono gli aspetti che ho analizzato e mi piacerebbe discutere con voi in merito all'argomento, commentate pure l'articolo liberamente, ringrazio chi lo farà.

@Educatrice Sara Lazzeri

 

Commenti e opinioni per crescere insieme

richichi

fabrizio 05.05.2016
Buongiorno.Premetto che non sono un insegnante,ma ho fatto l'ausiliario in ludoteca.Sono una persona di cultura e mi piace cercare di stimolare la potenzialità e la fantasia dei bambini e cercare di capire come mai un bambino renda meno,se ha dei problemi,un deficit di attenzione o magari è stanco per la mattinata a scuola più le attività al quale lo iscrivono i genitori.In quel caso è più produttivo farlo giocare,distrarlo che insistere quel giorno con lo studio.

R

Sabrina 18.04.2015
Concordo pienamente ,ma spesso è' difficile cambiare rotta perché molte insegnanti anziane non si sono evolute nel metodi educativo e quindi lavorano con metodologie antiquate , il lavoro a casa più aiutare ma fino ad un certo limite .

giuliana aquianti 17.01.2015
D'accordo su tutti i punti! La posizione dell'adulto educatore dovrebbe essete sempre quella di individuare la comunicazione più efficace ed efficiente per "quel" singolo studente in modo da suscitare interesse e motivazione allo studio di ogni disciplina, sostendo, incoraggiando e gratificando. È più uttile partire dagli interessi dei ragazzi che dalle personaliposizioni e convinzioni per ottenere buoni risultati ed evitare cosi di favorire " l'odio " per qualche materia o, peggio ancora, per la scuola!

R:

Sara Educatrice 17.01.2015
Grazie della tua opinione!

esattamente!!

silvia 17.01.2015
L'analisi fatta è perfetta!!! Io ho una bimba di 10 anni che ha un lieve disturbo dell'attenzione e bassa autostima e..."odia" la matematica.Abbiamo informato l'insegnante, ma nonostante ciò la maestra continua a non avere pazienza con lei e a pretendere di non rispiegare quando serve. Perciò la materia nonostante gli sforzi viene sempre più odiata e l'avversione x essa non facilita la comprensione. Quindi sono perfettamente d'accordo che l' insegnante fa la differenza!!!!

R: esattamente!!

Sara Educatrice 17.01.2015
Mi fa piacere riscontrare che l'analisi sia corretta, anche se sono dispiaciuta di quello che sta vivendo la sua bambina. Il grosso del lavoro allora deve essere fatto a casa, magari affiancando una persona competente che la aiuti a superare quello che si spera sua solo un momento.
In bocca al lupo

Filardi

Serafina 17.01.2015
Attenta analisi. Sono pienamente d'accordo ! Ho potuto sperimentare di persona quanto evidenziato ed è motivo di miglioramento per dare il meglio ai miei alunni

R: Filardi

Sara Educatrice 17.01.2015
Grazie mille, fa piacere il riscontro di un'insegnante

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